PROMETEO
CULTURALa tragedia di Eschilo coglie il momento del conflitto tra Zeus e Prometeo, dopo che il figlio del titano ha protetto gli uomini, la sua creazione, dal dio capriccioso a cui gli uomini già non piacevano più, era geloso perché assomigliavano troppo agli dei.
E come li protegge Prometeo? Donando loro il fuoco, cioè la tecnologia.
Quando Zeus scopre che il suo amico gli ha rubato il fuoco per donarlo agli uomini si sente tradito e punisce Prometeo nel peggiore dei modi: lo spedisce ai confini del mondo, che per i greci era il Caucaso, e lo fa incatenare ad una rupe dove tutte le mattine un’aquila verrà a divorargli il fegato che ogni notte gli ricresce.
Nel tempo Prometeo è stato simbolo della ribellione. È un personaggio che i giovani amano perché, come loro, non riesce a contenere i suoi sentimenti e la sua forza nei recinti stabiliti dalle convenzioni, quindi la sfida all’autorità costituita è la sua condizione vitale.
Poi Prometeo è anche l’archetipo della conoscenza tecnologica e scientifica liberata dalle catene della superstizione e dell’ignoranza.
Come sempre nei classici è facile ritrovare situazioni e problemi di oggi. Si dice che i classici sono attuali. Ma più che altro sono contemporanei. Spesso usiamo attualità e contemporaneità come sinonimi, ma attualità è stare in un solo tempo: adesso. Contemporaneità è riuscire a comprendere tutti i tempi.
8 febbraio
ore 18
Asolo // TV
Teatro Eleonora Duse
prometeo
PoEM
Gabriele Vacis
Roberto Tarasco
da Eschilo
con Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera.
Regia Gabriele Vacis, Scenofonia e allestimenti Roberto Tarasco, Produzione PoEM impresa sociale/Artisti Associati centro di produzione Gorizia in collaborazione con UTIM