🚀 Lezioni filosofiche Rock 'n Roll
CULTURALa Fucina Letteraria, in collaborazione con la Libreria Ubik di Castelfranco Veneto, organizza un corso in tre appuntamenti, a cura dell'attore Livio Pacella, che offrono un avvicinamento alla filosofia come un’esperienza che si può ascoltare, sentire, proprio come accade per la musica.
Nel programma, tre variazioni a tema. Non lezioni “accademiche”: atti performativi, ascolti, vibrazioni. A introduzione e guida in ciascuno degli appuntamenti, vi sarà una traccia musicale, come spunto per il successivo “brano” filosofico.
Mercoledì 10 giugno - ore 20:45-22:00
Sympathy for the Dionysus - Follia e filosofia - colonna sonora di David Bowie e Rolling Stones
Una meditazione filosofico-musicale sull’ebbrezza del pensare oltre i limiti. La filosofia come genere letterario e il canto del cigno di Friedrich Nietzsche. Nella colonna sonora dell’incontro, il demone tentatore dei Rolling Stones, una danza luciferina che chiama Dioniso, la trasvalutazione dei valori, la risata del caos, e la visionarietà di David Bowie, a dieci anni dalla morte. Tra tragedia, estasi e cultura pop.
Mercoledì 17 giugno - ore 20:45-22:00
Metafisica del Dandy. Il pensiero abissale di Oscar Wilde - colonna sonora a cura di Prince
Uno sguardo al lato più oscuro e altresì scintillante del Dandy, tra estetismo, martirio e ironia. L’immaginario di Wilde avrà come cassa di risonanza il carisma di Prince, icona assoluta, Dandy contemporaneo - celebrato a dieci anni dalla scomparsa. Le sue metamorfosi – da Purple Rain ai periodi più eroici, erotici e barocchi – offriranno una chiave di lettura originale riguardo all’estetica del “sé come opera d’arte”.
Mercoledì 24 giugno - ore 20:45-22:00
Sui deserti del linguaggio - I rebus della comunicazione - colonna sonora a cura di Nine Inch Nails/Johnny Cash
Ai limiti della parola: quando il linguaggio si spezza, si inceppa, diventa enigma.
In viaggio tra letteratura, filosofia e i territori del senso. Alla guida, frammenti musicali dove la voce di Johnny Cash diventa eco, tra minimalismo, noise e infine poetico silenzio. Come introduzione, Hurt, brano di Trent Reznor reinterpretato nell’ultima fase della sua vita straordinaria da colui che è stato soprannominato The Man in Black.
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