ATTUALITÀ

Avatar: la tua faccia digitale tra identità, maschere e sicurezza.

Aldo Benato
Aldo Benato
27 febbraio 2026
CONDIVIDI:
Avatar: la tua faccia digitale tra identità, maschere e sicurezza.

Quando un ragazzo dice “Ho cambiato avatar”, spesso un adulto pensa a un dettaglio estetico, come scegliere una nuova foto profilo. In realtà l’avatar è molto di più: è la “presenza” con cui entriamo nel web. È la faccia digitale che ci rappresenta su social, chat, forum, videogiochi, piattaforme di studio e perfino in alcuni ambienti di lavoro. A volte ci somiglia, altre volte è una maschera, altre ancora è un personaggio inventato: in ogni caso comunica qualcosa di noi, anche quando non ce ne accorgiamo.

Nel linguaggio tecnologico, con il termine "avatar" si intende l’immagine, l’icona o il personaggio che identifica un utente sullo schermo. Può essere una fotografia, un disegno, una silhouette, una “skin” di gioco, un modello 3D. Il termine ha un’origine affascinante: viene dal sanscrito “avatāra”, legato all’idea di manifestazione o “incarnazione”. Il digitale lo ha adottato proprio perché rende bene il concetto: non siamo fisicamente lì, ma “compariamo” online attraverso una rappresentazione.

L’uso positivo dell’avatar è immediato: aiuta a esprimere identità e appartenenza. Per molti giovani è un linguaggio visivo: un colore, un personaggio, uno stile raccontano gusti, umore, community di riferimento. Nei videogiochi è anche un modo per sperimentare ruoli e creatività, mentre in contesti educativi o professionali l’avatar può rendere più umane le interazioni quando non si vuole usare la videocamera o quando si desidera mantenere un confine tra vita privata e vita online. C’è poi un elemento di protezione: soprattutto per i minori, evitare la foto reale può ridurre esposizione, riconoscibilità e rischio di diffusione incontrollata dell’immagine.

Proprio qui però iniziano le criticità. Un avatar può proteggere, ma può anche essere usato per ingannare. Se un profilo “sembra” affidabile grazie a un’immagine convincente, è più facile ottenere fiducia: è uno dei motivi per cui circolano impersonificazioni, furti di foto, profili fake e truffe costruite con cura. Un secondo rischio è la tracciabilità: usare lo stesso avatar ovunque è comodo, ma crea un filo che collega tra loro account diversi, commenti, gruppi, community, marketplace. In pratica, l’avatar può diventare una chiave che permette ad altri di ricostruire abitudini, interessi e relazioni. Se poi l’avatar è la nostra foto, aumenta anche il rischio di copiature, prese in giro, cyberbullismo o riutilizzi fuori contesto.

C’è infine un aspetto spesso sottovalutato: non tutte le immagini sono “libere”. Personaggi, loghi e opere prese al volo dal web possono violare regole di piattaforma o diritti altrui; usare la foto di un’altra persona “per scherzo” può avere conseguenze molto serie. In un mondo in cui immagini e identità viaggiano velocissime, scegliere un avatar è un gesto piccolo solo in apparenza.

L’invito, allora, è semplice: trattiamo l’avatar come una scelta di sicurezza oltre che di stile. Per i più giovani, meglio un’immagine non riconoscibile e diversa tra piattaforme; per tutti, controllare le impostazioni di privacy, evitare di legare l’avatar a troppi dettagli personali e segnalare subito chi copia o si spaccia per noi. Online non serve mostrarsi di più: spesso serve mostrarsi meglio, con consapevolezza e protezione.

Ti piacciono i nostri articoli? Iscriviti alle nostre migliori uscite.

Inserisci un'email valida

Siamo in continua evoluzione con il nostro Occhi Magazine; se hai domande o suggerimenti, non esitare a contattarci!

Seguici su Facebook, Linkedin, Instagram e Twitter.

Web
Condividi:

L'autore

Aldo Benato

Aldo Benato è un avvocato specializzato nella gestione e tutela dei dati personali e aziendali e in materia di criminalità informatica. Avvocato presso il Foro di Treviso e Data Protection Officer certificato ai sensi della norma UNI 11697, si occupa da anni di diritto e informatica e ha maturato una consolidata esperienza in materia di privacy & data protection, criminalità informatica e diritto della Rete. Parallelamente, matura una forte esperienza nel settore della formazione per scuole, aziende, professionisti e Forze dell'Ordine. Recentemente ha scritto il libro "Dizionario del Web - La guida per capire" (www.dizionariodelweb.it), uno strumento pensato per aiutare a sfruttare il web e la tecnologia con maggiore consapevolezza.