CULTURA

Quando leggere... ti mette le ali! - novembre 2026

CONDIVIDI:
Quando leggere... ti mette le ali! - novembre 2026

La tigre nel giardino

  • Autore: Anna Katharina Fröhlich
  • Editore: Mondadori

Lasciatevi accompagnare in India da Anna Katharina Fröhlich, vedrete meraviglie e vi divertirete a cercare un marito per la protagonista, che è impossibile non pensare sia l’autrice! Tra le atmosfere perdute dei ricchi palazzi sikh e le giornate dedite al giardinaggio in una tenuta nel sud della Francia, lei e la zia con il loro fascino vi conquisteranno.

Lorenza Manfrotto

Un viaggio di due donne attraverso l'India e una riflessione intima sulla ricerca della felicità oltre la banalità del reale: un inno all'entusiasmo ostinato e alla libertà intellettuale. 'Ma quale uomo avrebbe potuto intrattenermi la sera, dopo che avevo trascorso il pomeriggio con Erodoto o Sologub?' È questo l'interrogativo che si pone la protagonista di La tigre nel giardino, mentre scorre la pagina del giornale con gli annunci matrimoniali. Invece di attendere un improbabile principe azzurro che la tragga in salvo dal desolante isolamento in cui vive a Le Pertuis - la tenuta degli zii, Lord e Lady Leslie, nel Sud della Francia -, preferisce rifugiarsi con assoluta dedizione tra le pagine della grande letteratura e le piante del giardino. Il suo vero sostegno è la zia, donna intellettualmente avventurosa e anticonformista, che l'ha cresciuta come una figlia. A interrompere la solitudine delle due donne non sarà un corteggiatore, ma l'invito a tornare in India presso una famiglia di amici: un clan sikh dalla ricchezza fiabesca, le cui giornate scorrono pigre e solenni tra riti mondani e festeggiamenti sfarzosi. Dalle tinte polverose di un vecchio castello europeo all'esuberanza cromatica dell'Oriente, il racconto si accende di un fascino ipnotico. In un viaggio capace di scardinare distanze geografiche e convenzioni sociali, la giovane finirà per ignorare i fasti della nobiltà locale, lasciandosi ammaliare dal sorriso di un guidatore di risciò che la scorterà verso un futuro magnificamente incerto. Con il suo stile impetuoso, la sua lingua intensa, acuta e volutamente fuori dal tempo, Anna Katharina Fröhlich mette in scena un'irresistibile ricerca della felicità. L'entusiasmo con cui le protagoniste si innalzano al di sopra della banalità del quotidiano è una sfida incantevole che restituisce al lettore l'eco di un mondo più splendente.


Cencio

  • Autore: Fabio Geda
  • Editore: Einaudi

Bello questo nuovo libro di Geda. Racconta dell’alluvione di Firenze del novembre 1966 e grazie al protagonista, il ragazzino Cencio, e ai personaggi che ruotano intorno a lui, Geda ci regala un libro che è come un film di quelli belli, quelli di una volta. Un ricordo che ci riporta all’alluvione che in quello stesso anno colpì anche Bassano.

Lorenza Manfrotto
Cencio e Nicola non si sarebbero mai incontrati. Li separavano i chilometri, l'età, il carattere, le possibilità. Poi l'Arno ha rotto gli argini, ha cambiato il corso delle loro esistenze e nel 1966, a Firenze, ha inventato la gioventú. La giovinezza è anche un modo di guardare il mondo. A volte cinico, a volte livido. In Cencio Fabio Geda privilegia il suo versante piú trepido e vitale, quello ancora capace di stupirsi, puntando gli occhi lucidi sulle miserie del mondo. Un romanzo che sprigiona tutta la forza con cui, in certi frangenti, la Storia ci trascina e ci costringe ad afferrare il nostro tempo. Lo chiamano Cencio perché è sempre «stropicciato». È un tredicenne curioso, ama i cantieri dei palazzi in costruzione, ma il suo destino è in bottega, a fare il parrucchiere. Quando il 4 novembre del 1966 il quartiere di Santa Croce è invaso dal fango, lui e la famiglia devono scappare dalle stanze al pianterreno e rifugiarsi al piano di sopra, dai vicini. Intanto il padre, uscito per controllare il negozio, scompare. Nicola ha vent'anni e la notizia dell'alluvione lo raggiunge a Taranto, la sua città, dove il sole continua a splendere. È uno studente riservato, poco incline agli slanci. Eppure parte in soccorso di Firenze, come migliaia di altri giovani provenienti da ogni angolo d'Europa. Anche se lui, all'inizio, lo fa per amore, per seguire una ragazza. Sarà proprio Nicola ad aiutare Cencio, e quei giorni trascorsi fianco a fianco lasceranno in loro tracce il cui disegno emergerà solo col tempo. Scopriranno assieme che si può disobbedire ai padri senza smettere di amarli, che si può essere tristi e allegri nello stesso momento senza doversene vergognare. E che a volte è necessario rinunciare a qualcosa per immaginare un mondo nuovo.

Ti piacciono i nostri articoli? Iscriviti alle nostre migliori uscite.

Inserisci un'email valida

Siamo in continua evoluzione con il nostro Occhi Magazine; se hai domande o suggerimenti, non esitare a contattarci!

Seguici su Facebook, Linkedin, Instagram e Twitter.

Condividi:

L'autore

Lorenza Manfrotto di Palazzo Roberti

Sono Lorenza e ho curato il sito della libreria. Ho sbuffato e cambiato idea e ripensato ancora, spronato e punzecchiato i miei collaboratori per mesi, per arrivare finalmente a pubblicarlo. Questo è il mio lavoro: oltre a leggere e vendere libri, in libreria mi occupo di comunicazione. Preparo per tutti gli incontri le locandine, gli inviti e spedisco le e-mail; preparo le bibliografie che mi passano dal reparto ragazzi, e quelle invernali ed estive di narrativa. Distribuisco volantini alle scuole e agli asili. Prenoto treni, organizzo e cucino le cene per i nostri autori. Vorrei che il mio lavoro fosse perfetto e cosí vado alla ricerca della foto migliore e, se non la trovo, provo a scattarla io; invento slogan, scelgo il carattere. Curo l’apostrofo e il caporiga, il margine e la centratura. Inizio 10 lavori contemporaneamente e in breve mi ritrovo sommersa da copertine da scannerizzare, date da ricordare, libri da ordinare, e montagne di fogli con prove di stampa andate male! Non sono precisa e ordinata come Berni, somiglio più al mio nonno materno che sulla porta del suo laboratorio, il suo regno, aveva inciso questa frase: “Nel mio disordine trovo tutto: tu che entri, rispettalo”.