Intervista a Nicola Marchioro
Anna Zaccaria
30 giugno 2026La mia vita Shakerata
Intervista a cura di Anna Zaccaria
“I ragazzi di oggi non vogliono impegnarsi …!” Quante volte sentiamo questa frase? Basta un fatto di cronaca con protagonisti i giovani per far montare subito l’indignazione e la generalizzazione… Eppure c’è un’Italia di ragazzi che ce la sta mettendo tutta per realizzare i propri sogni.
Nicola Marchioro è un ragazzo bassanese di 22 anni che di professione fa il barman. A fine giugno ha organizzato da solo un bellissimo evento in Villa Rezzonico dedicato alla degustazione di vino e di cocktail. Sono rimasta davvero molto colpita dalla sua determinazione, dalla sua grande voglia di fare bene ecco perchè ho voluto dedicargli questa intervista.
Chi è Nicola?
Barman, un po’ content creator e … un ragazzo bassanese di 22 anni.
Come è nata la tua passione per la miscelazione?
Tutto è nato a 15 anni, guardavo video sui social e youtube fatti da vari barman. Il mio idolo era (e lo è ancora) Bruno Vanzan che è stato anche campione del mondo WFA (World Flair Association)
Cosa ti affascina di questo lavoro e cosa invece ti pesa?
Mi affascina molto la possibilità di mettermi in relazione con le persone. Nei momenti di calca si lavora, ma in altri si creano relazioni e nuove amicizie. Mi piace accogliere i clienti come fossero ospiti miei.
Quello che mi pesa di più è forse il numero di ore di lavoro ma è una scelta di vita che ho fatto: ho chiuso con le mie compagnie per dedicarmi al 100% a questo mondo. A volte pesa, a volte sei contento perché ti senti appagato, a volte ti senti solo - ma fa parte del gioco.
Come si diventa Bartender? C’è un percorso, dei corsi?
Ci sono vari corsi. Io sono partito col primo livello di barman a 18 anni appena compiuti, e dopo un mese avevo già iniziato a lavorare in discoteca - con una base molto semplice. Fondamentale è applicarsi sul campo.
Poi ho fatto il secondo livello a Milano con Campari. Ho fatto anche i tre livelli di sommelier: anche il mondo del vino serve, è un valore in più, perché saper presentare un vino piace al cliente anche se fai solo cocktail. Per diventare bartender bisogna fare tanti corsi e allo stesso tempo applicarsi.
C’è molta richiesta in questo settore?
Troppa… Quando ero a Cortina ho ricevuto molte proposte di lavoro interessanti a Dubai, Ibiza, l’isola della Maddalena. All’inizio non è facile, devi fare tanti sacrifici: i primi posti sono spesso “vecchio stampo”, magari ti trattano male e pagano poco. Io ho avuto fortuna, tanti mollano al primo ostacolo.
Tra i cocktail classici, quale preferisci?
Il mio preferito è il Daiquiri. In generale mi piacciono i cocktail che tendono a un’acidità alta.
Un tua creazione?
Mi piace molto sperimentare e nel nostro settore ci sono vari contest organizzati dai player più importanti.
Nell’ultima cui ho partecipato il prodotto sponsor era Campari così ho creato un cocktail a base di Campari, acqua di cedro di Nardini e un liquore al tarallo fatto da me: ho lasciato l’alcol in macerazione con i taralli, e da lì ho costruito il drink, giocando un po’ su questi gusti.
A fine giugno si è svolta la prima edizione di VINIINVILLA. Come è nata l’idea?
Volevo innanzitutto creare qualcosa di mio. Ci pensavo da due anni - spaziavo tra l’idea di un evento aperitivo o un festival - ma non avevo ancora la disponibilità economica, né la testa per pensarci davvero. Mixando un po’ di idee, ho pensato: perché non fare un aperitivo in stile degustazione con vino e cocktail?
Trovata l’idea mi sono dedicato a realizzare il progetto in ogni momento libero dal lavoro. Il primo obiettivo era trovare i produttori. Qui ho pagato decisamente pegno per la giovane età e per il fatto di essere alla prima edizione. Ma la motivazione smuove le montagne … non ci dormivo la notte . Dopo che il primo produttore ti dà fiducia senti davvero il peso di portare avanti l’idea.
Da una parte il grande lavoro iniziale per trovare gli espositori e poi il grande impegno per la promozione. Ho tappezzato di locandine le vie di Bassano, mi sono dedicato molto per la promozione social e poi ho scelto anche OCCHI Magazine per il suo essere molto radicato nel bassanese e non solo.
A chi ti sei rivolto con VINIINVILLA?
Volevo raggiungere varie tipologie di persone. I ragazzi dai 20 anni in su ma anche gli adulti creando un format facilmente accessibile sia per il prezzo (il biglietto era di 22 euro) sia per l’offerta di prodotti (vini e cocktail).
L’idea è dare a tutti la possibilità di vivere un evento diverso ed elegante.
Cosa pensavano i tuoi genitori di questa tua passione, all’inizio?
All’inizio erano preoccupati. Quando a 18 anni ho cominciato a lavorare in discoteca erano contrariati, la discoteca per i genitori è luogo di perdizione dove circola troppo alcol e droga.
Ma la discoteca vista da chi ci lavora è molto diversa da come appare. Sono grato al titolare di quella discoteca che mi ha assunto anche senza esperienza.. da lì è partito tutto. Sono cambiato molto grazie a quell’esperienza.
Eri un po’ la “pecora nera”...
Diciamo di sì. Mio padre è pianista e ha fatto il conservatorio, mia madre è laureata in lingue, i miei cugini sono entrambi ingegneri. Io a scuola ero quello che prendeva i “3” e sono stato bocciato 2 volte. Ora però studio con grande passione le materie legate al mio lavoro.
Ora penso che i miei siano felici del mio percorso. Io sono dell’idea che ognuno sia artefice della propria vita, ma il destino a volte ci mette del suo: mi sono capitate diverse occasioni che mi fanno dire che niente è davvero per caso.
Qual è il tuo rapporto con l’alcol?
Bevo in modo consapevole, per bere bene. Il mondo dei cocktail si sta avvicinando sempre più a quello della cucina, con grande ricerca e tanta tecnica. Quando paghi un cocktail, paghi tutto il lavoro di ricerca e le materie prime.
Sei molto attivo sui social come content creator. Che tipo di feedback hai? Cosa ti piace e cosa non ti piace?
Mi piace e so benissimo di essere un piccolo content creator però vedo che la gente inizia a riconoscermi e ad apprezzarmi. Ma è davvero impegnativo. Molti pensano sia facile fare i video e i contenuti, lo pensavo anch’io. Forse all’inizio lo è ma poi l’asticella si alza e i contenuti devono essere sempre nuovi e originali.
Tutto è iniziato con il covid, non ero neanche maggiorenne per cui non mi mostravo. All’inizio ho ricevuto tante critiche e derisioni - anche dai compagni di classe. Volevo dimostrare a me stesso che era possibile replicare quanto fatto dai grandi barman che io seguivo da ragazzino impegnandosi e dedicandosi come facevano loro…
E per l’estate?
Sono bar manager di un locale nuovo a Bibione e ne sono molto felice. A maggio ho concluso la stagione di lavoro a Cortina presso un hotel 5 stelle lusso e quella è stata davvero un’esperienza incredibile vissuta durante le olimpiadi invernali. Mi è piaciuto moltissimo lavorare in un ambiente così esclusivo dove occorre prestare grandissima attenzione ai minimi dettagli perchè l’ospite ha standard davvero elevati e dove vige un protocollo da seguire nei minimi dettagli.
Mentre ero a Cortina è arrivata la proposta di allestire questo nuovo locale e io mi sono buttato con il massimo entusiasmo!
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
A settembre/ottobre vorrei aprire un mio bar catering - qualcosa di semplice, sempre nel mondo del luxury, sulla scia di quello che ho fatto lavorando a Milano con Bruno Vanzan.
Voglio dedicarmi ad eventi di un certo stile come matrimoni ed eventi aziendali.
Per Vini in Villa, l’anno prossimo si replica: diventerà un appuntamento annuale, con l’obiettivo di crescere. L’idea è di farlo durare due giorni, sabato e domenica, raddoppiando sia le cantine che il pubblico.
E poi … il mio sogno è quello di aprire un locale mio entro cinque anni.
So bene che l’ambiente è già saturo, e che non è facile ma voglio lavorare per questo sogno!
Scopri di più su Nicola visitando il suo profilo Instagram marchioro_nicola
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L'autore
Mille cose da fare ma non si tira mai indietro, troppo buona ma con grinta da vendere. Amante dei numeri, Anna è una vera esperta delle logiche e stratega del web marketing. Ha maturato una lunga esperienza nella gestione di progetti complessi di comunicazione digitale, mirando sempre alla concretezza e ai risultati.