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Se non posso averlo io, non devi averlo nemmeno tu.

Sebastiano Zanolli
Sebastiano Zanolli
30 luglio 2026
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Se non posso averlo io, non devi averlo nemmeno tu.

Come superare la sindrome del granchio in azienda?

Mi sono imbattuto in uno studio di Carliss D. Miller, A Phenomenological Analysis of the Crabs in the Barrel Syndrome, dedicato a un fenomeno tanto noto quanto attuale: la sindrome del granchio.

Il nome nasce da una celebre metafora. Quando alcuni granchi si trovano in un secchio, invece di favorire l’uscita di uno di loro, finiscono per ostacolarsi reciprocamente. L’immagine è diventata nel tempo il simbolo di una dinamica umana ben riconoscibile: “Se non posso averlo io, non devi averlo nemmeno tu.”

Nelle organizzazioni questa mentalità emerge quando il successo di un collega viene vissuto come una minaccia invece che come un’opportunità.

Si manifesta attraverso comportamenti che conosciamo bene:

  • Sminuire i risultati degli altri.
  • Alimentare pettegolezzi.
  • Trattenere informazioni utili.
  • Ostacolare chi cresce.
  • Sperare che qualcuno fallisca per sentirsi più al sicuro.

Il risultato è sempre lo stesso: diminuisce la fiducia, si impoverisce la collaborazione e il team perde energia. A rimetterci non è soltanto chi viene ostacolato. È l’intera organizzazione.

Questa dinamica nasce spesso dall’invidia, dal risentimento o dalla convinzione che il successo sia una risorsa limitata. Come se la crescita di una persona riducesse automaticamente lo spazio disponibile per gli altri.

Nella mia esperienza accade il contrario.

I contesti che ottengono i risultati migliori sono quelli in cui il successo individuale viene considerato un patrimonio collettivo.

Quando una persona cresce, aumenta il livello dell’intero gruppo. Crescono le competenze, la fiducia, la disponibilità ad aiutarsi e la qualità delle relazioni.

Per questo la leadership ha una responsabilità decisiva.

Serve costruire una cultura che renda naturale:

  • Condividere conoscenze.
  • Riconoscere i meriti.
  • Affrontare apertamente i conflitti.
  • Offrire feedback costruttivi.
  • Celebrare i successi senza trasformarli in motivo di competizione.

Perché il vero antagonista della sindrome del granchio è la collaborazione.

Quando le persone smettono di tirarsi giù a vicenda, scoprono che salire insieme richiede molta meno fatica.

Quanto granchio sono io?

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L'autore

Sebastiano Zanolli

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.