CULTURA

ENER-A-GZIONI parte 2 - Mostra d'arte a Bassano del Grappa

Claudio Brunello
30 settembre 2026
CONDIVIDI:
ENER-A-GZIONI parte 2 - Mostra d'arte a Bassano del Grappa
Questo mese vi parlo ancora dell’interessante mostra GenerAzioni, allestita nelle sale dell’ex birreria Ottocento in Contrà San Giorgio 2 a Bassano del Grappa. La mostra osserva il seguente orario: sabato e domenica dalle 10:00 alle 12:30 con ingresso libero. Su prenotazione (scrivendo all'indirizzo e-mail: [email protected]) è possibile visitarla in qualsiasi giorno, previo accordo.
In un mondo dominato dalla tecnologia e dall’informazione istantanea, il valore della bellezza e della riflessione sembra aver assunto nuove sfumature. Non si tratta più soltanto di armonia visiva, ma di un’esperienza capace di coinvolgere diversi sensi e livelli di comprensione. L’arte contemporanea ha mostrato come la bellezza possa manifestarsi anche attraverso il concettuale, lo sconvolgente e l’inaspettato. Ne sono un esempio, in questa mostra, le opere dei quattro artisti esposti: Davide Rankore, MEMO, Maddalena Brunello e Claudio Brunello.
Il primo Davide Rankore si esprime attraverso un fare carico di un mondo turbante e disturbante, nel quale provocazione e spiazzamento diventano strumenti per affrontare una realtà complessa, segnata da profonde trasformazioni politiche, sociali, culturali ed economiche. La sua è una grafia figurativa di matrice espressionista, portata al limite del disturbo visivo. Le disuguaglianze razziali e sociali, la digitalizzazione, l’uso crescente della tecnologia, le questioni di genere, l’interconnessione culturale, le crisi migratorie e quelle ambientali costituiscono il terreno da cui nasce una visione della vita in continuo stato di trasformazione e decadimento. È qui che risiede la turbolenza emotiva di un disegno apparentemente carico di qualcosa di innominabile che giace sotto la superficie: paura, estasi, vulnerabilità, depravazione, perturbante.
La più giovane Maddalena Brunello diplomata all'Accademia di Belle Arti di Venezia con il massimo dei voti e lode, usa anch'essa una pluralità di tecniche e materiali che rende la sua pratica interdisciplinare. La sua arte non è facilmente classificabile all’interno di un movimento preciso: le sue opere possono apparire informali, ma si sottraggono a una semplice appartenenza a questa espressività. Una forte componente concettuale, ricca di memoria personale, emerge infatti dalla materia, mentre i tratti si fanno essenziali, ritmici e frammentari. In questa pratica si possono riconoscere anche elementi riconducibili all’Arte Relazionale: l’opera non si esaurisce nella propria materialità, ma si completa attraverso la relazione con lo spazio, con la memoria e con lo sguardo del fruitore.
Qui il senso del progetto espositivo GenerAzioni, quattro diversi artisti, tre generazioni esposti in un luogo ricco di passata frequentazione come la ex Birreria Ottocento.
L'artista MEMO manifesta il suo fare ambientando i soggetti in spazi urbani e domestici non identificabili, che diventano una sorta di non-luoghi nei quali la razionalità sembra perdere i propri riferimenti. L’osservatore viene così condotto verso sensazioni contemporaneamente repulsive e attrattive. Le sue opere, sospese tra realismo e fantasia, generano inquietudine: le sembianze umane si allontanano dal realismo classico e la pittura diventa il medium attraverso cui alternare introspezione e meraviglia. Ma la bellezza può davvero salvare il mondo? Forse non nel senso letterale, ma può offrire una via di riflessione, di sensibilizzazione e di cambiamento. In un’epoca segnata da crisi ambientali, conflitti e disuguaglianze, la bellezza non è solo un rifugio estetico, ma uno strumento di consapevolezza.
Ne è consapevole l'artista e curatore della mostra GenerAzioni, Claudio Brunello. Attivo nell'arte già all'età di diciotto anni in quel di Torino, Brunello è diventato un profondo conoscitore del contemporaneo anche grazie al conseguimento del diploma con il massimo dei voti come vetrinista d'abbigliamento e tessuti, sotto la guida dell'artista Claudio Rotta Loria. Nella sua ricerca utilizza materiali di varia e vasta natura: è nello spazio bianco che l’inconscio-memoria e l’inconscio-matrice sembrano incontrarsi e fondersi. Una volta che il bianco della tela è emerso come tale e il vuoto si è prodotto, l’atto creativo può accadere, coinvolgendo tutto il sapere dell’artista. Quando c’è il vuoto, può succedere di tutto. A differenza del semplice concetto occidentale di "vuoto" inteso come assenza, il Ma giapponese è un vuoto carico di senso: è lo spazio tra due colonne in architettura, il silenzio tra due note musicali o la pausa tra le parole in una conversazione.

Ti piacciono i nostri articoli? Iscriviti alle nostre migliori uscite.

Inserisci un'email valida

Siamo in continua evoluzione con il nostro Occhi Magazine; se hai domande o suggerimenti, non esitare a contattarci!

Seguici su Facebook, Linkedin, Instagram e Twitter.

Condividi:

L'autore

Nato nel 1954 a Rossano Veneto (VI), da una famiglia di agricoltori che si trasferiscono a Torino quando ha pochi mesi di vita. La sua formazione culturale, fino ai venti anni, avviene nel capoluogo piemontese. Nel 1972 si diploma vetrinista di abbigliamento e tessuti con il massimo dei voti, suo insegnante di scenotecnica è Claudio Rotta Loria, affermato artista piemontese. Nel 1973 vince il Premio "Cairoli" Concorso d’arte contemporanea, più volte segnalato in diversi Premi d’Arte, ed è invitato a partecipare alla realizzazione di una grande tela "Giovani per i Giovani", eseguita dal vivo nella città di Chieri (TO). Stimato dal critico d’arte Aldo Passoni, al tempo Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Torino, che lo inserisce nell’importante mostra collettiva "Piemonte Segno ‘74" alla Galleria d’arte Giorgi di Firenze. Nel 1974 avviene il trasferimento a Bassano del Grappa, dove tuttora risiede e crea con il fratello Giuseppe la discoteca "Shindy", uno dei locali, oggi, storici di Bassano. Nel 1977 si sposa con Daniela Scotton e fa nascere "Radio Bassano 104" una delle primissime radio libere della zona. Nel 1987 Il suo fare arte dall'iniziale Op-art, muta verso la più libera arte informale, attratto dalla genesi del gesto e la forza comunicativa del segno e, non ultimo, dal fascino tattile della materia. Nel 1983, con la moglie e il fratello Giuseppe crea il celebre locale "Ottocento". Nel 1988 è socio fondatore e presidente dell’Associazione Culturale "ACAV ‘88" e l’anno seguente fino al 1991 fa parte della Commissione artistica della "Chiesetta dell’Angelo" spazio espositivo bassanese. Nel 1999, sempre a Bassano del Grappa, realizza e dirige all’interno del noto locale "Ottocento" uno spazio denominato "PAGINAPIEGATA art gallery" dedicato esclusivamente all’Arte contemporanea e alla cultura. Ne cura la programmazione fino alla chiusura nel Luglio 2007 (organizzando oltre 40 mostre di artisti locali e 100 proiezioni d’arte contemporanea). Nel 2002 inizia il periodo tuttora in essere delle tele di formato quadrato, che singole o associate fra loro nella fattispecie di cellule/parole o tessere autonome creano possibili assemblaggi in continua mutazione. Dal 2007 si dedica all’arte a tempo pieno, come curatore, promotore e naturalmente artista. Nel 2010, 2011 e 2014 ha tenuto laboratori sul movimento Dada, sull’Arte Povera e sulla Trash art al Liceo d’arte "G. De Fabris" di Nove - VI. Nel 2013 crea un ciclo di incontri dedicato alla creatività dal nome "Pagina Piegata - intrecci d’arte", coinvolgendo: artisti, fotografi, scrittori, musicisti e critici d’arte. Nel 2014 ha iniziato con il figlio Nicolò il progetto "Contenitori d’identità", consistente nell’ideazione e produzione di oggetti di complemento d’arredo con caratteristiche concettuali. Nel 2019 è curatore delle mostre realizzate nella sede bassanese di Allianz e dello Spazio Olimpia. Dal 2020 crea il canale YouTube "PaginaPiegataArte" dove spiega l'arte contemporanea. Nel 2022 pubblica il libro "Pagina Piegata - introduzione all'arte contemporanea dal II° dopoguerra ad oggi". Sempre nello stesso anno è inserito nell'Archivio Ezio Bosso di Torino. E' socio fondatore dell'Associazione culturale "Dif-Fusione 88" che si occupa di promozione del contemporaneo in tutte le sue forme. Ha esposto in Italia e all’estero, sue opere sono presenti nella Galleria d'arte Anna Breda Arte e Design di Padova, in negozi di design d’arredo e in collezioni private e pubbliche.