Quando leggere... ti mette le ali! - settembre 2026
Francesco Nicolli di Palazzo Roberti
01 settembre 2026Recensioni a cura di Francesco Nicolli
Libreria Palazzo Roberti, Bassano del Grappa
Dusk il Puma
Autore: Robbie Arnott
Editore: NN editore
I libri di Arnott trasportano sempre il lettore in una dimensione quasi onirica, nella quale a farla da padrone è la natura, descritta in modo mirabile e affascinante. Impossibile non farsi coinvolgere dalla storia della miseria dei gemelli Iris e Floyd, marchiati dall’essere figli di una coppia di disperati, ladri e assassini, ma che provano ad affrancarsi onestamente. E altrettanto impossibile non solidarizzare con Dusk, il puma cui molti danno la caccia a causa di una lauta taglia. Ambientato in una Tasmania incantanta, misteriosa e selvaggia, un romanzo assolutamente godibile.
Francesco Nicolli
Le Highlands sono il cuore della Tasmania, una regione incontaminata di montagne nebbiose, altipiani e laghi glaciali. È in questo territorio estraneo che il puma Dusk, arrivato dal Sud America, sfugge ai suoi carcerieri. Ed è qui che si trovano per caso anche i fratelli Iris e Floyd, gemelli senza casa, denaro e lavoro, che portano sulle spalle il peso della storia della loro famiglia. Quando si sparge la notizia di una scia di uccisioni tra pecore e pastori, su Dusk viene messa una taglia consistente, e i fratelli si uniscono a una caccia senza esclusione di colpi. Costretti a stringere una scomoda alleanza con un altro cacciatore, il legame indissolubile che li unisce viene messo a dura prova, e mentre i tre si avvicinano alla preda, diventa chiaro che l’avventura, alla fine, costringerà tutti a una resa dei conti, anche davanti a se stessi e alla propria idea di vita, lealtà, morte e giustizia.
Cavallo Pazzo
Autore: Larry McMurtry
Editore: Einaudi
Gli amanti dell’epopea di Lonesome Dove e degli atri bellissimi romanzi di McMurtry riconosceranno anche qui la grande capacità narrativa e descrittiva dell’autore. Questo ottimo volume però è più un saggio biografico, dedicato alla figura “mitica di Cavallo Pazzo, su cui a dire il vero le conoscenze storiche sono, apparentemente, assai poche.
Francesco Nicolli
Dalla pagina eroica nella battaglia del Little Bighorn alla fine tragica a Fort Robinson, Cavallo Pazzo è vissuto negli ultimi anni in cui il popolo sioux poteva considerarsi ancora libero, ed è morto quando quell’epoca era ormai finita. Con grande passione e forza narrativa, Larry McMurtry si muove tra verità e leggenda, facendo affiorare il ritratto di un guerriero indomito, risoluto, schivo e altruista. Un uomo che ha lottato fino allo stremo per la sopravvivenza del suo popolo e del suo modo di vivere. Abbiamo più informazioni su Alessandro Magno, vissuto oltre duemila anni prima di lui, che su Cavallo Pazzo, morto poco meno di centocinquant’anni fa. Questo perché Cavallo Pazzo visse gran parte della sua esistenza da solo nelle praterie, cacciando, vagabondando e sognando, conducendo, insomma, la vita libera degli indiani delle Pianure. Non amava parlare con le persone e tanto meno con i bianchi, che si spingevano sempre più a ovest, minacciando con la loro presenza le riserve di selvaggina e la sopravvivenza stessa delle tribù. È questa una delle prime verità in cui si imbatte Larry McMurtry quando si accinge a scrivere una biografia di Cavallo Pazzo. Romanzieri, storici professionisti e dilettanti, affascinati dal tragico destino di uno dei più audaci resistenti indiani, gli hanno dedicato pagine su pagine, alcune anche splendide, sulla base di un esiguo numero di interviste ad anziani Sioux che l’avevano conosciuto, e dei documenti risalenti agli ultimi quattro mesi della sua vita, quando entrò infine in contatto con i bianchi e «la loro ansia di scrivere lettere e registrare tutto». Un po’ come la famiglia di scultori Ziolkowski sta facendo lentamente emergere dalla roccia di Thunderhead Mountain il profilo di Cavallo Pazzo, in questo testo breve ma incisivo Larry McMurtry sbozza la materia del mito tirando fuori la figura dell’uomo: Tashunka Uitko, come lo chiamavano i suoi. L’effetto di questo procedimento di sottrazione è sorprendente. Quando arriviamo alla battaglia del Little Bighorn, in cui Cavallo Pazzo svolse un ruolo importante se non decisivo, e ancor di più al resoconto dei suoi ultimi giorni di vita, ci sentiamo stringere la gola da un sentimento tragico. Solo un grande narratore come Larry McMurtry poteva attingere all’epica sfrondando il mito.
L'autore
Buongiorno, buongiorno, mi chiamo Francesco… Mi occupo di libri professionali e manuali vari. Dopo gli studi universitari e una breve esperienza nel settore bancario, ho coronato nel 2002 il sogno di lavorare in una libreria… e che libreria! Qualcuno, al tempo, mi ha dato del pazzo, mollare la banca per una libreria… ma quel qualcuno non conosceva nè comprendeva la mia passione. È stata certamente una delle scelte più importanti della mia vita, ed è superfluo dire come oggi continui a ritenerla giusta! Amo la musica, lo sport (da guardare e da praticare) in primis il calcio, la natura e i viaggi. Oltre naturalmente alla lettura. Ultimamente mi concentro su gialli, thriller e opere di autori esordienti o non ancora troppo conosciuti; ciò che ho studiato in passato poi mi orienta sui saggi, soprattutto di attualità e sociologia. Peraltro, da appassionato lettore di Tex, anche i fumetti, specie in edizioni preziose come quelle che stanno uscendo da un po’ di tempo, occupano una parte della mia biblioteca personale. Da qualche anno mi occupo dell’aggiornamento del sito della libreria e della redazione delle nostre newsletter periodiche, oltre a curare i profili social della libreria. Tra i libri che più ho amato in assoluto c’è “Il lupo della steppa” di Herman Hesse, letto in un momento particolarmente “felice”. Che poi, da buon rockettaro, mi fa venire in mente un gruppo, gli Steppenwolf, e la loro canzone più celebre…