"I giovani non capiscono"... Spazio Zen
Gianni Zen
29 giugno 2026Qualcuno l’ha definito il più vecchio pregiudizio della storia. Che non sarebbe la divisione di genere tra uomo e donna, ma quello tra generazioni. Con gli adulti e anziani, a volte, che continuano a ripetere il solito refrain: “i giovani non capiscono”.
Chiudendo, anzitutto a se stessi, ogni possibilità di comprensione, di dialogo, di crescita verso un destino comune.
Questa difficoltà di dialogo la ritroviamo, ad esempio, nella battaglia contro i cellulari, gestita più in termini di divieto che di educazione all’uso corretto.
Ma tant’è, è più facile agire così che aprire porte e finestre alla comprensione e all’aiuto reciproco.
Ci offre una bella occasione di analisi del dialogo generazionale un'indagine statistica condotta nell’autunno scorso su un campione del 16% di 10.037 studenti, dai 14 ai 19 anni, delle scuole superiori bassanesi, per 466 classi scolastiche.
Un campione alto, come ha ricordato il sociologo Valerio Belotti, docente universitario, nella recente presentazione al Ridotto del Teatro Remondini a Bassano, rispetto alle solite ricerche sui vari aspetti della vita sociale (anche su un solo campione dell’1%). Segno della bontà della ricerca e dei risultati.
Un grazie quindi più che dovuto al prof. Belotti e alla prof.ssa Gilda Nicolini, presidente dell'Associazione 26 settembre 1944, intitolata a Vittorio Andolfato, docente del Liceo Brocchi, perché assieme ad altre associazioni bassanesi, col patrocinio del Comune di Bassano e il supporto dell’Osservatorio dello IUSVE e di Villa Angaran San Giuseppe, hanno offerto uno strumento di riflessione che è già al centro dell’attenzione delle scuole, delle parrocchie, delle amministrazioni comunali, del mondo del sociale.
Il tema è la convivenza sociale, secondo quei valori democratici che troviamo ben riassunti nella nostra Costituzione. In un tempo difficile, segnato da uno scenario internazionale, da insicurezze varie, reali o solo percepite, da un mondo sociale nella quale la solitudine sta diventando il principale criterio di vita, rintracciare segni di fiducia e domande di relazioni positive, credo non sia cosa da poco.
Il contesto del dialogo generazionale oggi è segnato dal dato demografico: i giovani sono pochi e gli adulti e anziani sono in continua crescita. Secondo fenomeno definito come “degiovanimento”. La quota di giovani dai 15 ai 34 anni è passata dal 40% del 2002 al 33% dello scorso anno.
Quale “patto” potrà mai reggere di fronte al continuo calo della popolazione, solo in parte coperto dagli immigrati?
Se nel 2014 abbiamo toccato come italiani i 60 milioni, oggi stiamo viaggiando verso i 58, e tra cinquant’anni saremo 46 milioni. Pensiamo solo al mondo degli anziani, soprattutto non autosufficienti, e al mondo del lavoro, per il calo degli occupati, con i conti pubblici da garantire in equilibrio.
Questa ricerca si concentra sugli aspetti relazionali, valoriali, che sono essenziali. Perché dicono le motivazioni, il cuore del nostro vivere sociale. Con protagonisti gli adolescenti, dai 14 ai 19 anni. Cioè i protagonisti del domani e del dopodomani.
Diciamo subito, come hanno bene sottolineato i proff. Nicolini e Belotti, ma anche i giovani che, in gruppo, hanno già avviato forme di dialogo e discussione tra pari, che, “pur con ambivalenze e certe zone d’ombra, l’immagine ci riporta una generazione in fondo non così lontana – come invece vorrebbero diverse narrazioni correnti – dall’impegno, dai riferimenti democratici e, perché no, dalle convinzioni e dagli orientamenti delle loro madri e dei loro padri”.
Vengono quindi smentiti certi luoghi comuni sul mondo giovanile, a volte ingenerosi con le complicazioni dell’adolescenza oggi. Che ben conosce chi vive in famiglia e nel mondo della scuola. Oltre che nei tanti gruppi sociali, sportivi, ricreativi, parrocchiali.
Per chi volesse avere più informazioni su questa ricerca, si può rivolgere a: [email protected]
L'autore
Gianni Zen, laureato in filosofia, ha dedicato la sua vita professionale alla scuola, prima come docente e poi come dirigente scolastico in importanti scuole del vicentino quali l’Istituto Rossi di Vicenza e il Liceo Brocchi di Bassano. Sotto la sua guida il liceo bassanese ha conosciuto una crescita repentina fino a diventare il secondo istituto d’Italia per numero di ragazzi frequentanti. Persona estremamente attiva, è da sempre sostenitore di una grande riforma del mondo della scuola. In “Spazio Zen” dirà la sua su temi di attualità legati al mondo della scuola e del lavoro.