CULTURA

Paginapiegataarte - agosto 2026

Claudio Brunello
30 luglio 2026
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Paginapiegataarte - agosto 2026

Cari lettori,
questo mese desidero continuare il nostro percorso dedicato alla comprensione dell'arte contemporanea, un linguaggio che spesso suscita curiosità, ma anche dubbi e perplessità.

A differenza dell'arte moderna, prevalentemente orientata alla ricerca formale e all'evoluzione dei mezzi espressivi, l'arte contemporanea supera i confini tradizionali delle discipline artistiche e riflette sul ruolo dell'arte nella società globale. Emergono così nuove modalità di produzione, fruizione e interpretazione dell'opera. Più che uno stile, l'arte contemporanea rappresenta un atteggiamento critico nei confronti del presente, privilegiando il concetto e il processo creativo rispetto alla sola abilità tecnica o al valore puramente estetico.

Davanti a molte opere contemporanee capita di sentirsi disorientati: un quadro monocromo, un'installazione di luci e suoni, un video che apparentemente non racconta nulla. La domanda è quasi sempre la stessa: «Ma cosa significa?»

L'arte contemporanea porta con sé la fama di essere difficile, incomprensibile o riservata a pochi. Eppure, la sua forza risiede proprio nell'opposto: non richiede competenze specialistiche per essere osservata, ma soltanto uno sguardo curioso, disponibile a lasciarsi sorprendere. Non esiste un'unica interpretazione corretta; esiste piuttosto ciò che l'opera riesce a evocare in ciascuno di noi.

In realtà, ciò che essa richiede è semplicemente tempo. Fermarsi qualche istante in più, osservare senza pregiudizi, lasciare che l'opera agisca sul nostro pensiero.

Molti artisti contemporanei non intendono offrire risposte, bensì sollevare domande: desiderano mettere in discussione le nostre certezze, stimolare una riflessione, suggerire prospettive inattese. Per questo motivo, non comprendere immediatamente un'opera non rappresenta un limite, ma costituisce spesso il punto di partenza dell'esperienza estetica.

Nell'arte contemporanea anche i materiali assumono un ruolo fondamentale, talvolta persino più importante del soggetto rappresentato. Plastica riciclata, neon, tessuti industriali, fotografie, oggetti di uso quotidiano: ogni materiale porta con sé un significato e diventa parte integrante del messaggio. La materia stessa racconta il nostro tempo.

Forse il consiglio più importante è proprio questo: non cercare il significato come se fosse un rebus da risolvere. L'opera contemporanea non chiede necessariamente di essere capita, ma di essere vissuta. È un'esperienza che può suscitare stupore, disagio, curiosità, divertimento o persino rifiuto. Ogni reazione è legittima, perché l'opera prende realmente vita soltanto nell'incontro con chi la osserva.

In un'epoca caratterizzata da cambiamenti sempre più rapidi, l'arte contemporanea ci ricorda che non tutto deve essere immediatamente comprensibile. Ci invita invece a esercitare uno sguardo libero, capace di accogliere la complessità. Una libertà che alimenta il pensiero critico, l'immaginazione e una diversa consapevolezza del mondo.

L'arte non è più chiamata esclusivamente a rappresentare la realtà o a trasmettere emozioni attraverso la bellezza formale, ma diventa progressivamente uno strumento di riflessione e di confronto culturale. Parallelamente, il pubblico si amplia notevolmente, diventando sempre più eterogeneo.

Opera di Vasilij Kandinskij
Vasilij Kandinskij, Giallo-Rosso-Blu (1925; olio su tela, 128 x 201,5 cm; Parigi, Centre Pompidou)

Vasilij Kandinskij, nel suo saggio Sulla forma, scrive:

«L'arte di oggi esprime il mondo spirituale saturato fino al limite della rivelazione. Le forme di questa espressione si polarizzano intorno a due estremi: 1) rigorosa astrazione; 2) rigoroso realismo...»

Vasilij Kandinskij

Parole che descrivono con straordinaria lucidità una trasformazione destinata a segnare tutto il Novecento.

Opera di Banksy
Opera di Banksy

Un ulteriore elemento caratteristico della contemporaneità è il rapporto sempre più stretto tra arte, comunicazione, mercato e media. Artisti come Banksy o Maurizio Cattelan sono conosciuti anche da chi frequenta raramente musei e gallerie. Tuttavia, spesso la loro notorietà nasce più dalla forza provocatoria delle loro opere che dalla reale comprensione del loro significato.

L'opera Comedian (banana) di Maurizio Cattelan, ad esempio, non è soltanto un oggetto esposto: è soprattutto una riflessione sul sistema dell'arte e sui meccanismi della comunicazione contemporanea. Il suo principale merito consiste nell'aver generato un dibattito mondiale, trasformando l'opera stessa in un fenomeno mediatico.

Marcel Duchamp Fountain, 1916-17
Marcel Duchamp Fountain, 1916-17

Per comprendere pienamente lavori come questo è però necessario conoscere i precedenti storici. Basti pensare a Marcel Duchamp, che nel 1917 presentò un orinatoio come opera d'arte, oppure a Piero Manzoni con le celebri Merda d'artista. Con loro il concetto tradizionale di opera d'arte cambia radicalmente: il manufatto non è più il centro dell'esperienza artistica. A prevalere diventano l'idea, il pensiero, il gesto, l'azione e il messaggio.

Non deve quindi sorprenderci se l'arte contemporanea appare spesso complessa. Essa richiede un diverso modo di osservare, meno orientato alla ricerca di risposte immediate e più disposto ad accogliere il dubbio. Ed è proprio in questo spazio di libertà interpretativa che risiede una delle sue più autentiche ricchezze.

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L'autore

Nato nel 1954 a Rossano Veneto (VI), da una famiglia di agricoltori che si trasferiscono a Torino quando ha pochi mesi di vita. La sua formazione culturale, fino ai venti anni, avviene nel capoluogo piemontese. Nel 1972 si diploma vetrinista di abbigliamento e tessuti con il massimo dei voti, suo insegnante di scenotecnica è Claudio Rotta Loria, affermato artista piemontese. Nel 1973 vince il Premio "Cairoli" Concorso d’arte contemporanea, più volte segnalato in diversi Premi d’Arte, ed è invitato a partecipare alla realizzazione di una grande tela "Giovani per i Giovani", eseguita dal vivo nella città di Chieri (TO). Stimato dal critico d’arte Aldo Passoni, al tempo Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Torino, che lo inserisce nell’importante mostra collettiva "Piemonte Segno ‘74" alla Galleria d’arte Giorgi di Firenze. Nel 1974 avviene il trasferimento a Bassano del Grappa, dove tuttora risiede e crea con il fratello Giuseppe la discoteca "Shindy", uno dei locali, oggi, storici di Bassano. Nel 1977 si sposa con Daniela Scotton e fa nascere "Radio Bassano 104" una delle primissime radio libere della zona. Nel 1987 Il suo fare arte dall'iniziale Op-art, muta verso la più libera arte informale, attratto dalla genesi del gesto e la forza comunicativa del segno e, non ultimo, dal fascino tattile della materia. Nel 1983, con la moglie e il fratello Giuseppe crea il celebre locale "Ottocento". Nel 1988 è socio fondatore e presidente dell’Associazione Culturale "ACAV ‘88" e l’anno seguente fino al 1991 fa parte della Commissione artistica della "Chiesetta dell’Angelo" spazio espositivo bassanese. Nel 1999, sempre a Bassano del Grappa, realizza e dirige all’interno del noto locale "Ottocento" uno spazio denominato "PAGINAPIEGATA art gallery" dedicato esclusivamente all’Arte contemporanea e alla cultura. Ne cura la programmazione fino alla chiusura nel Luglio 2007 (organizzando oltre 40 mostre di artisti locali e 100 proiezioni d’arte contemporanea). Nel 2002 inizia il periodo tuttora in essere delle tele di formato quadrato, che singole o associate fra loro nella fattispecie di cellule/parole o tessere autonome creano possibili assemblaggi in continua mutazione. Dal 2007 si dedica all’arte a tempo pieno, come curatore, promotore e naturalmente artista. Nel 2010, 2011 e 2014 ha tenuto laboratori sul movimento Dada, sull’Arte Povera e sulla Trash art al Liceo d’arte "G. De Fabris" di Nove - VI. Nel 2013 crea un ciclo di incontri dedicato alla creatività dal nome "Pagina Piegata - intrecci d’arte", coinvolgendo: artisti, fotografi, scrittori, musicisti e critici d’arte. Nel 2014 ha iniziato con il figlio Nicolò il progetto "Contenitori d’identità", consistente nell’ideazione e produzione di oggetti di complemento d’arredo con caratteristiche concettuali. Nel 2019 è curatore delle mostre realizzate nella sede bassanese di Allianz e dello Spazio Olimpia. Dal 2020 crea il canale YouTube "PaginaPiegataArte" dove spiega l'arte contemporanea. Nel 2022 pubblica il libro "Pagina Piegata - introduzione all'arte contemporanea dal II° dopoguerra ad oggi". Sempre nello stesso anno è inserito nell'Archivio Ezio Bosso di Torino. E' socio fondatore dell'Associazione culturale "Dif-Fusione 88" che si occupa di promozione del contemporaneo in tutte le sue forme. Ha esposto in Italia e all’estero, sue opere sono presenti nella Galleria d'arte Anna Breda Arte e Design di Padova, in negozi di design d’arredo e in collezioni private e pubbliche.