CULTURA

Ma quest'arte serve a qualcosa?

Claudio Brunello
29 giugno 2026
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Ma quest'arte serve a qualcosa?

Domanda che si sono posti in molti nell'approcciarsi all'Arte Contemporanea.

L'artista ha un compito e una tentata ambizione, quella di: mostrare, rappresentare, presentare, comunicare e “far circolare” il trauma degli uomini. Secondo l'artista Boltanski, deve elaborare la capacità di guardare la sofferenza attraverso il filtro della distanza, senza aderirvi. Di conferire alla verità dei drammi e dei dolori la sola forma di dignità alla quale possano pretendere. La responsabilità dello sguardo.

Gli intellettuali in genere devono avere sempre il coraggio di dire.

Dal libro “Artivismo” di Vincenzo Trione

Ezio Bosso (1971-2020) celebre musicista, compositore e direttore d'orchestra, nonché carissimo amico, fino alla sua dipartita, spesso in chiacchierate a fine concerto diceva: "chi fa cultura fa qualcosa di molto importante, fa qualcosa per cui deve avere responsabilità. Ha la responsabilità come quella di un medico, di un architetto, di un insegnante. In questi anni non è più l'arte a cambiare il mercato, ma è il mercato a cambiare l'arte e questo non è più funzionale alla crescita".

L'arte come atto di resistenza, di resilienza, di connessione e di sopravvivenza. Come artista e curatore d'arte vi invito a guardare le opere più complesse ed enigmatiche. Sono espressioni spesso di menti libere, dialoganti di spazi inconsueti, l'arte diventa così il linguaggio universale che precede ogni parola, un ponte lanciato verso l’ignoto che ci permette di abitare il presente con coraggio e meraviglia. In un momento storico segnato da frammentazioni e incertezze, il suo messaggio risuona come un richiamo alla nostra natura più essenziale: quella di esseri che, attraverso l'osservazione, cercano instancabilmente un senso e un legame con l'altro.

Attivo in tal senso è presente un grande artista italiano, di una certa età, nato a Biella nel 1933, risponde al nome di Michelangelo Pistoletto. Nei tardi anni '60 del secolo scorso è stato uno dei principali esponenti dell'Arte Povera. Il termine “Arte Povera” non è, come viene inteso in molte regioni d'Italia, riferito ad uno stile d'arredo dalle caratteristiche rurali, ma e una corrente artistica coniata dal critico italiano Germano Celant (1940-2020). L’espressione viene usata per definire il lavoro di un gruppo di artisti italiani accomunati dall’impiego di materiali "poveri" che sono considerati inferiori o di uso comune e non nobilitati da una tradizione artistica. Pistoletto è oggi discretamente conosciuto per un suo singolare impegno nella promozione della condivisione, dell'empatia e della compassione. Autore di un'opera, diffusa su tutto il territorio europeo, dal titolo “Terzo Paradiso”.

Nel 2003 scrive il manifesto del Terzo Paradiso e ne disegna il simbolo, costituito da una riconfigurazione del segno matematico d’infinito. Infatti, tra i due cerchi contigui, assunti a significato dei due poli opposti di natura e artificio, viene inserito un terzo cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo di una nuova umanità, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si ritrovano nell’attuale società.

Il Terzo Paradiso è un'opera d'arte concettuale di un progetto globale, il suo significato centrale è la ricerca di un equilibrio armonioso tra natura e artificio (tecnologia, progresso e società), indicando la terza fase dell'evoluzione umana. Il simbolo è una rielaborazione del segno matematico dell'infinito, modificato con l'aggiunta di un terzo cerchio al centro. Ognuno dei tre cerchi rappresenta una fase precisa dell'umanità: Il Primo Paradiso (Cerchio sinistro): rappresenta la fase in cui l'uomo era totalmente integrato nella natura. Un'esistenza in cui eravamo parte dell'ecosistema naturale, come gli animali. Il Secondo Paradiso (Cerchio destro): È il mondo artificiale generato dall'intelligenza umana. Include il progresso scientifico, tecnologico e industriale, che se da un lato ha portato grandi benefici, dall'altro ha causato danni e processi irreversibili di sfruttamento e degrado del pianeta. Il Terzo Paradiso (Cerchio centrale): È la fusione e l'equilibrio tra i primi due. Non si tratta di un ritorno al passato, ma di un futuro in cui l'uomo unisce intelligenza, scienza e tecnologia per prendersi cura e rigenerare l'ambiente. È il "grembo" di una nuova civiltà.

I Concetti Chiave del Progetto Terzo Paradiso

La Pace Preventiva: Pistoletto sostiene che finora la pace è sempre stata concepita come la conseguenza di una guerra. Il Terzo Paradiso promuove invece una "pace preventiva", ovvero un'armonia da creare ed educare a monte, trasformando i conflitti in opportunità di crescita prima che diventino distruttivi.

L'Uomo come Giardiniere: Poiché il termine "paradiso" deriva dall'antico persiano pairidaeza, che significa "giardino protetto", il progetto invita ogni individuo a farsi "giardiniere", assumendosi la responsabilità di proteggere il pianeta e la società.

Una coinvolgente realizzazione del “Terzo Paradiso” e presente ad Arte Sella a Borgo Valsugana (TN), e ve ne consiglio una visita.

Michelangelo Pistoletto Terzo paradiso - la trincea della pace, 2017, Artesella

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L'autore

Nato nel 1954 a Rossano Veneto (VI), da una famiglia di agricoltori che si trasferiscono a Torino quando ha pochi mesi di vita. La sua formazione culturale, fino ai venti anni, avviene nel capoluogo piemontese. Nel 1972 si diploma vetrinista di abbigliamento e tessuti con il massimo dei voti, suo insegnante di scenotecnica è Claudio Rotta Loria, affermato artista piemontese. Nel 1973 vince il Premio "Cairoli" Concorso d’arte contemporanea, più volte segnalato in diversi Premi d’Arte, ed è invitato a partecipare alla realizzazione di una grande tela "Giovani per i Giovani", eseguita dal vivo nella città di Chieri (TO). Stimato dal critico d’arte Aldo Passoni, al tempo Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Torino, che lo inserisce nell’importante mostra collettiva "Piemonte Segno ‘74" alla Galleria d’arte Giorgi di Firenze. Nel 1974 avviene il trasferimento a Bassano del Grappa, dove tuttora risiede e crea con il fratello Giuseppe la discoteca "Shindy", uno dei locali, oggi, storici di Bassano. Nel 1977 si sposa con Daniela Scotton e fa nascere "Radio Bassano 104" una delle primissime radio libere della zona. Nel 1987 Il suo fare arte dall'iniziale Op-art, muta verso la più libera arte informale, attratto dalla genesi del gesto e la forza comunicativa del segno e, non ultimo, dal fascino tattile della materia. Nel 1983, con la moglie e il fratello Giuseppe crea il celebre locale "Ottocento". Nel 1988 è socio fondatore e presidente dell’Associazione Culturale "ACAV ‘88" e l’anno seguente fino al 1991 fa parte della Commissione artistica della "Chiesetta dell’Angelo" spazio espositivo bassanese. Nel 1999, sempre a Bassano del Grappa, realizza e dirige all’interno del noto locale "Ottocento" uno spazio denominato "PAGINAPIEGATA art gallery" dedicato esclusivamente all’Arte contemporanea e alla cultura. Ne cura la programmazione fino alla chiusura nel Luglio 2007 (organizzando oltre 40 mostre di artisti locali e 100 proiezioni d’arte contemporanea). Nel 2002 inizia il periodo tuttora in essere delle tele di formato quadrato, che singole o associate fra loro nella fattispecie di cellule/parole o tessere autonome creano possibili assemblaggi in continua mutazione. Dal 2007 si dedica all’arte a tempo pieno, come curatore, promotore e naturalmente artista. Nel 2010, 2011 e 2014 ha tenuto laboratori sul movimento Dada, sull’Arte Povera e sulla Trash art al Liceo d’arte "G. De Fabris" di Nove - VI. Nel 2013 crea un ciclo di incontri dedicato alla creatività dal nome "Pagina Piegata - intrecci d’arte", coinvolgendo: artisti, fotografi, scrittori, musicisti e critici d’arte. Nel 2014 ha iniziato con il figlio Nicolò il progetto "Contenitori d’identità", consistente nell’ideazione e produzione di oggetti di complemento d’arredo con caratteristiche concettuali. Nel 2019 è curatore delle mostre realizzate nella sede bassanese di Allianz e dello Spazio Olimpia. Dal 2020 crea il canale YouTube "PaginaPiegataArte" dove spiega l'arte contemporanea. Nel 2022 pubblica il libro "Pagina Piegata - introduzione all'arte contemporanea dal II° dopoguerra ad oggi". Sempre nello stesso anno è inserito nell'Archivio Ezio Bosso di Torino. E' socio fondatore dell'Associazione culturale "Dif-Fusione 88" che si occupa di promozione del contemporaneo in tutte le sue forme. Ha esposto in Italia e all’estero, sue opere sono presenti nella Galleria d'arte Anna Breda Arte e Design di Padova, in negozi di design d’arredo e in collezioni private e pubbliche.