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60 anni di STL: Radici, Evoluzione e Futuro

Anna Zaccaria
Anna Zaccaria
02 novembre 2026
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60 anni di STL: Radici, Evoluzione e Futuro

Un dialogo a due voci tra il fondatore Valentino Cuman e la figlia Lucia Cuman

Sessant’anni fa Valentino Cuman apriva a Marostica, in provincia di Vicenza, la sua attività come concessionario Olivetti. Oggi si chiama STL Design & Tecnologia ed è guidata, insieme con Valentino, dai suoi tre figli, Lucia, Marco e Paolo, con l’obiettivo di offrire ai propri clienti bellezza e funzionalità attraverso competenza e responsabilità sociale.


1. Se pensate a STL, qual è l’immagine o il ricordo che vi viene subito in mente?

Valentino: «Il primo aprile 1966, quando, a ventiquattro anni, ho iniziato questa avventura a Marostica come concessionario Olivetti. I primi tempi andavo in giro in Vespa, visitando i negozianti per proporre e vendere le macchine per ufficio: era un modo concreto e diretto per farmi conoscere, entrare in contatto con i clienti e costruire, un passo alla volta, le basi della mia attività. Avevo entusiasmo, tanta voglia di fare e la consapevolezza che, per costruire qualcosa di solido, sarebbero serviti impegno, serietà e fiducia. Se ripenso a quei primi anni e guardo a quello che STL è diventata oggi, mi colpisce soprattutto il percorso compiuto. Siamo passati da un’attività legata alle macchine per ufficio alla progettazione e realizzazione di ambienti di lavoro, seguendo i cambiamenti del mercato e delle esigenze delle persone. Ma, al di là delle trasformazioni, è rimasta la volontà di fare bene il nostro lavoro e di costruire rapporti duraturi con i clienti. È questo, forse, il risultato di cui sono più orgoglioso».

Lucia: «Per me STL è prima di tutto una storia di famiglia, ma anche un luogo in cui ho visto prendere forma, giorno dopo giorno, un modo di lavorare e di stare in relazione con le persone. L’immagine che mi viene in mente è quella di un’impresa in continuo movimento, capace di cambiare pelle senza perdere la propria identità. Mi emoziona pensare che, dietro il nome STL, ci siano sessant’anni di scelte, relazioni, progetti e persone. Oggi sento la responsabilità e il privilegio di contribuire a questa storia, portando avanti ciò che abbiamo ricevuto e cercando di interpretarlo in modo nuovo, secondo le esigenze del nostro tempo».

2. Un’impresa di famiglia: il lavoro si porta anche “a casa” o rimane tra le mura dell’azienda?

Valentino: «Quando si costruisce un’impresa, soprattutto partendo da zero, è inevitabile che il lavoro occupi una parte importante della vita. Ci sono stati anni in cui i pensieri e le preoccupazioni dell’azienda mi accompagnavano anche a casa. Fare impresa significa anche questo, non staccare mai del tutto. Allo stesso tempo, ho sempre considerato la famiglia un punto di riferimento fondamentale. Oggi, vedere i miei figli impegnati in STL dà continuità a un percorso che è nato come una mia iniziativa personale, ma che nel tempo è diventato un progetto condiviso. Naturalmente, lavorare insieme richiede equilibrio e capacità di distinguere i ruoli, ma credo che la fiducia e la conoscenza reciproca siano una grande ricchezza».

Lucia: «In una famiglia imprenditoriale, il confine tra lavoro e vita privata è spesso sottile. STL entra nelle nostre conversazioni, perché fa parte della nostra storia e delle nostre giornate. Ma questo significa anche condividere un patrimonio di esperienze e valori che va oltre il lavoro in senso stretto. Con papà abbiamo prospettive ed esperienze diverse, e proprio per questo il confronto può essere prezioso. Certo, è importante imparare a rispettare gli spazi e accettare che non sempre si abbia la stessa opinione. La sfida è riuscire a discutere delle questioni aziendali con lucidità, senza dimenticare il legame familiare e mantenendo vivi il dialogo, la fiducia e il rispetto reciproco».

3. Nel passaggio generazionale, qual è la sfida più grande?

Valentino: «È capire che dare continuità a un’impresa non significa mantenerla esattamente com’era. Quando si fonda un’attività, si tende naturalmente a riconoscersi nel proprio modo di lavorare, nelle proprie abitudini e nelle decisioni che hanno portato ai risultati. Ma il mondo cambia, e un’azienda deve saper cambiare con lui. Significa imparare a lasciare spazio, avere fiducia nelle capacità dei figli e accettare che possano fare scelte diverse dalle mie. Non è sempre facile, ma è necessario. Il mio compito oggi è anche condividere l’esperienza maturata in sessant’anni, senza trasformarla in un limite per chi deve guardare avanti».

Lucia: «Tenere insieme due esigenze: rispettare ciò che è stato costruito e avere il coraggio di evolvere. Ricevere un’impresa con una storia così lunga significa ereditare competenze, relazioni e valori, ma anche assumersi la responsabilità di renderli attuali. Non si tratta semplicemente di proseguire un’attività: bisogna interpretare mercati, tecnologie e bisogni che cambiano continuamente. Il confronto con papà è importante proprio per questo. La sua esperienza rappresenta una memoria preziosa, mentre noi figli portiamo sensibilità e prospettive diverse, maturate anche attraverso il nostro percorso professionale. La continuità non nasce dal fare tutti le stesse cose, ma dalla capacità di riconoscersi in una visione comune».

4. Dietro a sessant’anni di storia ci sono tante persone: quanto contano collaboratori e partner?

Valentino: «Un’impresa non si costruisce mai da soli. Nel corso degli anni sono cambiati i prodotti, i servizi e il modo di lavorare, ma non è mai cambiata l’importanza di poter contare su collaboratori seri e competenti, capaci di condividere gli obiettivi aziendali. Lo stesso vale per i partner e i fornitori, con i quali si costruiscono rapporti che, quando sono fondati sulla fiducia e sulla correttezza, diventano un valore nel tempo. In sessant’anni si incontrano tante persone e si attraversano momenti diversi: ciò che fa la differenza è la qualità delle relazioni».

Lucia: «Considero i nostri collaboratori e la rete di partner una parte fondamentale dell’identità di STL, non semplicemente una risorsa operativa. La qualità di ciò che offriamo dipende anche dalla qualità delle relazioni che sappiamo costruire. Ci tengo inoltre a sottolineare quanto sia importante creare un ambiente in cui le persone possano sentirsi coinvolte, valorizzate e responsabili del proprio contributo».

5. Guardando al futuro, qual è la direzione di STL?

Valentino: «In sessant’anni ho visto cambiare profondamente il mondo del lavoro e gli strumenti a disposizione delle aziende. Quando ho iniziato, nel 1966, era difficile immaginare le trasformazioni che sarebbero arrivate. Questo mi ha insegnato che bisogna saper osservare i cambiamenti e avere la disponibilità di mettersi in discussione. Oggi il design e la tecnologia offrono opportunità straordinarie, ma credo che debbano sempre essere al servizio delle persone. Un ambiente di lavoro deve essere bello, funzionale e capace di rispondere alle esigenze di chi lo vive. Anche la sostenibilità è diventata una responsabilità importante: significa pensare alle conseguenze delle nostre scelte, alla qualità e alla durata delle soluzioni che proponiamo».

Lucia: «Immagino un futuro in cui STL possa integrare sempre di più design, tecnologia e sostenibilità, mettendo al centro le persone e il loro modo di vivere il lavoro. Gli spazi professionali non sono semplicemente luoghi in cui collocare arredi e strumenti: influenzano il benessere, le relazioni, la creatività e la capacità di collaborare. Per questo progettare significa innanzitutto ascoltare, comprendere le esigenze e trovare soluzioni che uniscano estetica e funzionalità. La tecnologia può aiutarci a rendere gli ambienti più intelligenti e flessibili, mentre la sostenibilità ci invita a valutare con maggiore attenzione materiali, durata e impatto delle nostre scelte. Vorrei che STL continuasse a distinguersi per la capacità di accompagnare i clienti in un percorso completo, dalla visione iniziale alla realizzazione concreta».

6. Ha un significato particolare “STL”?

Quando abbiamo pensato al nome volevamo un nome corto, facile da ricordare che avesse un suono che ricordava l’azienda storica. Abbiamo scelto STL perché era l’abbreviazione che usavamo in archivio.

Oggi possiamo dare questo significato:

S come Stile conserva un richiamo naturale alle nostre radici 

T per Tecnologia rappresenta il patrimonio di competenze sviluppato a partire dalla storia Olivetti.

L per Lavoro progettiamo ambienti di lavoro integrando il design e la tecnologia per far vivere e lavorare le persone nella bellezza e nel benessere.


Lucia Cuman è imprenditrice e CEO di STL Srl Società Benefit, dove lavora al fianco dei fratelli Marco e Paolo. Profondamente appassionata del pensiero di Adriano Olivetti, Lucia Cuman ne riconosce l’attualità nella visione di un’impresa capace di coniugare sviluppo economico, cultura e responsabilità sociale. Ha curato il progetto Adriano Olivetti e la Bellezza a Bassano del Grappa nel 2018/2019, dando seguito a un percorso di valorizzazione della cultura olivettiana. Da questa esperienza è nata, nel 2020, l’associazione elle22, con l’obiettivo di mantenere viva e diffondere l’eredità culturale di Olivetti attraverso iniziative e progetti dedicati. 

Il suo impegno si esprime anche in ambito sociale come presidente dell’associazione WomenForFreedom, che sostiene donne, bambini e bambini in condizioni di difficoltà.


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L'autore

Anna Zaccaria

Mille cose da fare ma non si tira mai indietro, troppo buona ma con grinta da vendere. Amante dei numeri, Anna è una vera esperta delle logiche e stratega del web marketing. Ha maturato una lunga esperienza nella gestione di progetti complessi di comunicazione digitale, mirando sempre alla concretezza e ai risultati.