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Le condizioni di partenza contano. Le nostre scelte continuano a contare.

Sebastiano Zanolli
Sebastiano Zanolli
02 novembre 2026
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Le condizioni di partenza contano. Le nostre scelte continuano a contare.
"Ma un'altra voce proveniente dal cuore
gli diceva che non bisognava restare succubi del passato,
e che di se stessi si poteva fare qualunque cosa."
Lev Tolstoj, Anna Karenina

Il primo libro sulla crescita personale che mi è capitato tra le mani è stato Il potere del pensiero positivo di Norman Vincent Peale.
Ero un ragazzo di provincia e ne rimasi folgorato.
Peale era un pastore protestante e il libro aveva un’impronta religiosa che a me interessava meno. Il resto mi arrivò come un ottimismo che nel mondo artigiano e operaio da cui venivo non avevo mai sentito.
Da noi, a quei tempi, più o meno, si restava dentro i posti da cui si proveniva.
Poi vennero Carnegie e Napoleon Hill, i libri che giravano tra i venditori.
Negli anni ho visto anche il rovescio di quella promessa, persone che non ce l’avevano fatta per ragioni in cui la volontà c’entrava poco e che si portavano dietro la sensazione di aver sbagliato loro.
Oggi il discorso pubblico si è spostato dall’altra parte.
Gli economisti misurano quanto contano il paese, il quartiere e la famiglia, e per l’OCSE in Italia a una famiglia povera servono cinque generazioni per arrivare al reddito medio.
Lo sento soprattutto nei giovani con cui lavoro. Molti hanno la sensazione di essere capitati in un tempo particolarmente aspro, tra crisi economiche, una pandemia, guerre vicine e case che costano troppo. Li capisco, e in buona parte credo abbiano ragione.
Lo stesso clima lo ritrovo in chi perde il lavoro dopo i cinquant’anni e arriva con le statistiche già lette e sottolineate, usate per spiegarmi perché non vale la pena provarci.
Epitteto era nato schiavo e insegnava a distinguere ciò che dipende da noi da tutto il resto, da una posizione in cui il resto era quasi tutto.
Ortega y Gasset scrisse “io sono io e la mia circostanza”. E nel 1936, lo stesso anno in cui usciva il libro di Carnegie, Francis Scott Fitzgerald annotava che il segno di un’intelligenza di prim’ordine è saper tenere in mente due idee opposte e continuare a funzionare.
Per me continuare a funzionare vuol dire alzarmi il lunedì sapendo bene da dove sono partito, e decidere comunque cosa fare della settimana.

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L'autore

Sebastiano Zanolli

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.